Dunque, Ramadan, come tutti sanno dall’alba al tramonto non si beve non si mangia etc.L’unica eccezione e’ per gli occidentali che non sono obbligati a rispettarlo, comunque mia sorella non pranza a priori, e alle 15 siamo uscite dalla ditta e siamo mandate in Cairo, a Heliopolis dove abita Danila. Un posto dove sicuramente si puo’ pranzare, anzi cenare, anzi … beh, sembra piu’ un the delle 5, all’inglese, beh dicevo si puo’ fare tutto cio’ a "Le Chantilly", ristorante svizzero aperto da trent’anni, ottima cucina europea e egiziana, ottimi cuochi, ottimo servizio, stupenda pasticceria.
Abbiamo pranzcentheato in giardino, mi sembrava un orario un po’ strano, ma l’appetito era tanto, insalatona dello chef, e quando dico insalatona ho detto poco, ammirate la foto acclusa. Pollo e roastbeef tagliati a striscioline, cetriol,i peperoni, pomodori, insalata, formaggio del luogo, olive e carote in julienne il tutto condito con salsa aurora e capperi tritati. Beh, ho spazzolato tutto! Come dessert una coppa di macedonia ricoperta di yoghurt, ma con un ingrediente che mi riservo di svelare solo a chi verra’ a cena da me.
Al termine Danila ha comprato una scatola di dolcetti tipici del Ramadan, spilluzzicati davanti alla tele piu’ tardi.
E poi, per digerire il tutto, passeggiata nelle vie adiacenti. Le case bellissime, in un quartiere costruito dai belgi, all’inizio del secolo scorso, chiaramente stile arabo, moresco, anche le piu’ vecchie e malandate sono comunque ricche di fascino e storia, con un po’ di fantasia ti puoi immaginare cosa accadeva 50 anni fa’ dietro quelle finestre.
Quello che mi ha fatto pero’ profonda impressione sono i ragazzini, i bambini. Non appena ti scorgono vengono a chiederti qualcosa, di soldi, qualsiasi cifra va bene, ma non crediate siano mendicanti, e’ proprio una loro linea di vita, quelli che hanno fermato noi erano scesi da una macchina in quel momento, con i genitori, ed erano anche vestiti bene, Danila che vive questo popolo da piu’ di trent’anni e con loro lavora mi ha spiegato parecchie sfaccettature della loro mentalita’. Altri due bambini in momenti diversi ci hanno fermato, ma mi diceva che magari sono scesi per comprare qualcosa e appena vedono uno straniero colgono l’occasione di chiedere.
Ma la cosa che mi ha rattristato e un po’ sconvolta sono i bambini che lavorano, sulle strade, a pulire ghiaia caduta dai camion, nello spartitraffico dei grandi viali annaffiano le piante, in mezzo altraffico, se non muoiono investiti si intossicano i polmoni con i gas di scarico.Non so quanto sia alta la mortalita’ infantile, ma certo quello che ho visto non mi ha dato grandi illusioni. E, a differenza dei bambini di famiglia della sera prima che elemosinavano, questi mi hanno fatto pena, perche’ cosi’ piccoli guadagneranno una sciocchezza, quelli che guadagneranno un poco di piu’ sono gli adulti che li mettono a lavorare e li sorvegliano.
Quando torno a casa la prima volta che un nipote fa i capricci perche’ vuole qualcosa di inutile e dispendioso lo prendo a calci nel sedere!
Giusto per cambiare discorso, due mamme con i bambini piccoli seduti sul bordo dello spartitraffico, una di loro che cercava pidocchi sulla testa di un bimbo, ragazzi, siamo veramente cosi’ avanti noi? Siamo sicuri che in alcune realta’ italiane queste cose non accadano?
Abbiamo pranzcentheato in giardino, mi sembrava un orario un po’ strano, ma l’appetito era tanto, insalatona dello chef, e quando dico insalatona ho detto poco, ammirate la foto acclusa. Pollo e roastbeef tagliati a striscioline, cetriol,i peperoni, pomodori, insalata, formaggio del luogo, olive e carote in julienne il tutto condito con salsa aurora e capperi tritati. Beh, ho spazzolato tutto! Come dessert una coppa di macedonia ricoperta di yoghurt, ma con un ingrediente che mi riservo di svelare solo a chi verra’ a cena da me.
Al termine Danila ha comprato una scatola di dolcetti tipici del Ramadan, spilluzzicati davanti alla tele piu’ tardi.
E poi, per digerire il tutto, passeggiata nelle vie adiacenti. Le case bellissime, in un quartiere costruito dai belgi, all’inizio del secolo scorso, chiaramente stile arabo, moresco, anche le piu’ vecchie e malandate sono comunque ricche di fascino e storia, con un po’ di fantasia ti puoi immaginare cosa accadeva 50 anni fa’ dietro quelle finestre.
Quello che mi ha fatto pero’ profonda impressione sono i ragazzini, i bambini. Non appena ti scorgono vengono a chiederti qualcosa, di soldi, qualsiasi cifra va bene, ma non crediate siano mendicanti, e’ proprio una loro linea di vita, quelli che hanno fermato noi erano scesi da una macchina in quel momento, con i genitori, ed erano anche vestiti bene, Danila che vive questo popolo da piu’ di trent’anni e con loro lavora mi ha spiegato parecchie sfaccettature della loro mentalita’. Altri due bambini in momenti diversi ci hanno fermato, ma mi diceva che magari sono scesi per comprare qualcosa e appena vedono uno straniero colgono l’occasione di chiedere.
Ma la cosa che mi ha rattristato e un po’ sconvolta sono i bambini che lavorano, sulle strade, a pulire ghiaia caduta dai camion, nello spartitraffico dei grandi viali annaffiano le piante, in mezzo altraffico, se non muoiono investiti si intossicano i polmoni con i gas di scarico.Non so quanto sia alta la mortalita’ infantile, ma certo quello che ho visto non mi ha dato grandi illusioni. E, a differenza dei bambini di famiglia della sera prima che elemosinavano, questi mi hanno fatto pena, perche’ cosi’ piccoli guadagneranno una sciocchezza, quelli che guadagneranno un poco di piu’ sono gli adulti che li mettono a lavorare e li sorvegliano.
Quando torno a casa la prima volta che un nipote fa i capricci perche’ vuole qualcosa di inutile e dispendioso lo prendo a calci nel sedere!
Giusto per cambiare discorso, due mamme con i bambini piccoli seduti sul bordo dello spartitraffico, una di loro che cercava pidocchi sulla testa di un bimbo, ragazzi, siamo veramente cosi’ avanti noi? Siamo sicuri che in alcune realta’ italiane queste cose non accadano?


