Bene, scrivo sul laptopmini di mia sorella Danila, la tastiera e’ pressocche’ uguale, solo che mancano le accentate e ovviero’ alla mancanza con l’apostrofo, onde evitare commenti dai puristi della lingua italiana e accademici della crusca improvvisati.
Siamo arrivate ieri, poco prima di mezzogiorno, puntualissime. L’aereoporto non e’ un granche’, ma almeno ne siamo uscite abbastanza velocemente, la gentilezza delle guardie di frontiere alle quali avrei dovuto consegnare una foto da applicare sul visto (e che chiaramente non avevo) mi ha risparmiato le attese, non ci sono macchinette per le foto o perlomeno non erano raggiungibili senza uscire dalla dogana. Devo pero’ applicarne una prima di riprenedere l’aereo altrimenti poteri non uscire dall’Egitto.
Abbiamo preso l’autobus per arrivare al posteggio dei taxi dove ci aspettava Sharif, il tuttofare di mia sorella, e chiaramente tutto il mondo e’ paese siamo state prese di mira da taxisti improvvisati e varie guide turistiche, l’arabo fluente di mia sorella ci ha salvate da qualsiasi cosa ci stessero offrendo.
Un uomo ci ha aiutate a caricare le valige in macchina dietro compenso, un controllore ha richiesto a Sharif i documenti della macchina e il suo, lo fanno per evitare che guide non autorizzate raccattino clienti ai quali promettono soggiorni e tour che di solito sono bufale; una volta uscite adl parcheggio siamo stati fermati da un tipo che ci chiedeva la ricevuta del pagamento, effettivamente la voleva per non dover pagare il suo parcheggio. Mi sembrava di essere in Italia!!!!
Devo dire che la stanchezza (chi mi conosce sa che ho avuto due settimane di fuoco e la notte prima della partenza non ho dormito per lasciare in ordine) mi ha impedito di apprezzare in toto il percorso, ma quello che mi ha colpito sono le case, con una architettura moderna ma quasi totalmente arabeggiante, e il viale Oruba che dall’aereoporto conduce alla citta’, centinaia di piante lo costeggiano, la maggior parte fiorite, appena posso faccio delle foto, i fiori e le piante sono la mia passione, e per chi come me a volte e’ schiavo di idee preconcette tutto questo verde che trovi in tutta la citta’ mi ha fatto impressione.
Siamo passati davanti all’accademia militare, le mura sono costellate di dipinti che richiamano la storia dell’antico Egitto, chiaramente il tutto a grandezze faraoniche. Ci siamo quindi dirette a Heliopolis, dove abita mia sorella, a dieci minuti dall’aereporto.
E qui parliamo della guida creativa, l’avevo gia’ sperimentata in Turchia, e mia sorella mi diceva che qui era peggio, e ora che ci sono devo darle ragione. Ho visto pochissime strisce pedonali, e la gente attraversa a piedi anche in tratti dove ci sono 4 corsie velocissime, camminano ai bordi della strada anche se c’e’ marciapiede, chiunque in macchina, camion o furgone ti sorpassa sulla destra, ti tagliano la strada senza mettere frecce, al massimo tirano fuori un dito dal finestrino, infiliano sensi unici chiaramente al contrario, e Danila che a Milano non sa’ quasi girare in macchina qui sembra Nuvolari, sfreccia indifferente ai pericoli creati dagli altri, qui e’ veramente nel suo habita naturale di autista, d’altra parte ha preso la patente qui e guida qui da trent’anni.
Questa mattina mi ha portato in ufficio e mi hanno subito installato il wireless per non farmi annoiare, io non capisco niente di gas, a parte le bollette, e chi vuole intendere intenda.
Mi racconta mia sorella che trent’anni fa’ dopo l’aereporto c’era solo il deserto, e anche dove abita lei c’era solo la sua casa, negli anni la citta’ si e’ espansa, le amministrazioni stanno cercando di delocalizzare e esternalizzare uffici e quartieri residenziali, perche’ a causa del traffico e’ invivibile, quasi sempre c’e’ una cappa che offusca la visibilita’.
Allora, per il momento mi fermo, fatta doppia colazione, non mangiamo perche’ in certo qual modo rispettiamo il ramadan anche noi e poi stasera all’imbrunire ci strafogheremo.
Non so cosa faro’ oggi, ma appena fuori dall’ufficio vedro’ dove fare foto. Non saranno foto classiche sul cammello o con la piramide in mano, mi interessa di piu’ la vita che mi circonda. A presto!
Sto pensando ad Arianna in crociera, un abbraccio a tuttiiiiiiiii
Siamo arrivate ieri, poco prima di mezzogiorno, puntualissime. L’aereoporto non e’ un granche’, ma almeno ne siamo uscite abbastanza velocemente, la gentilezza delle guardie di frontiere alle quali avrei dovuto consegnare una foto da applicare sul visto (e che chiaramente non avevo) mi ha risparmiato le attese, non ci sono macchinette per le foto o perlomeno non erano raggiungibili senza uscire dalla dogana. Devo pero’ applicarne una prima di riprenedere l’aereo altrimenti poteri non uscire dall’Egitto.
Abbiamo preso l’autobus per arrivare al posteggio dei taxi dove ci aspettava Sharif, il tuttofare di mia sorella, e chiaramente tutto il mondo e’ paese siamo state prese di mira da taxisti improvvisati e varie guide turistiche, l’arabo fluente di mia sorella ci ha salvate da qualsiasi cosa ci stessero offrendo.
Un uomo ci ha aiutate a caricare le valige in macchina dietro compenso, un controllore ha richiesto a Sharif i documenti della macchina e il suo, lo fanno per evitare che guide non autorizzate raccattino clienti ai quali promettono soggiorni e tour che di solito sono bufale; una volta uscite adl parcheggio siamo stati fermati da un tipo che ci chiedeva la ricevuta del pagamento, effettivamente la voleva per non dover pagare il suo parcheggio. Mi sembrava di essere in Italia!!!!
Devo dire che la stanchezza (chi mi conosce sa che ho avuto due settimane di fuoco e la notte prima della partenza non ho dormito per lasciare in ordine) mi ha impedito di apprezzare in toto il percorso, ma quello che mi ha colpito sono le case, con una architettura moderna ma quasi totalmente arabeggiante, e il viale Oruba che dall’aereoporto conduce alla citta’, centinaia di piante lo costeggiano, la maggior parte fiorite, appena posso faccio delle foto, i fiori e le piante sono la mia passione, e per chi come me a volte e’ schiavo di idee preconcette tutto questo verde che trovi in tutta la citta’ mi ha fatto impressione.
Siamo passati davanti all’accademia militare, le mura sono costellate di dipinti che richiamano la storia dell’antico Egitto, chiaramente il tutto a grandezze faraoniche. Ci siamo quindi dirette a Heliopolis, dove abita mia sorella, a dieci minuti dall’aereporto.
E qui parliamo della guida creativa, l’avevo gia’ sperimentata in Turchia, e mia sorella mi diceva che qui era peggio, e ora che ci sono devo darle ragione. Ho visto pochissime strisce pedonali, e la gente attraversa a piedi anche in tratti dove ci sono 4 corsie velocissime, camminano ai bordi della strada anche se c’e’ marciapiede, chiunque in macchina, camion o furgone ti sorpassa sulla destra, ti tagliano la strada senza mettere frecce, al massimo tirano fuori un dito dal finestrino, infiliano sensi unici chiaramente al contrario, e Danila che a Milano non sa’ quasi girare in macchina qui sembra Nuvolari, sfreccia indifferente ai pericoli creati dagli altri, qui e’ veramente nel suo habita naturale di autista, d’altra parte ha preso la patente qui e guida qui da trent’anni.
Questa mattina mi ha portato in ufficio e mi hanno subito installato il wireless per non farmi annoiare, io non capisco niente di gas, a parte le bollette, e chi vuole intendere intenda.
Mi racconta mia sorella che trent’anni fa’ dopo l’aereporto c’era solo il deserto, e anche dove abita lei c’era solo la sua casa, negli anni la citta’ si e’ espansa, le amministrazioni stanno cercando di delocalizzare e esternalizzare uffici e quartieri residenziali, perche’ a causa del traffico e’ invivibile, quasi sempre c’e’ una cappa che offusca la visibilita’.
Allora, per il momento mi fermo, fatta doppia colazione, non mangiamo perche’ in certo qual modo rispettiamo il ramadan anche noi e poi stasera all’imbrunire ci strafogheremo.
Non so cosa faro’ oggi, ma appena fuori dall’ufficio vedro’ dove fare foto. Non saranno foto classiche sul cammello o con la piramide in mano, mi interessa di piu’ la vita che mi circonda. A presto!
Sto pensando ad Arianna in crociera, un abbraccio a tuttiiiiiiiii


