Talking about YouTube – RANDA KAMEL danza del ventre

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Talking about YouTube – notte sul nilo2

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Talking about YouTube – le piramidi

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Talking about YouTube – il traffico al Cairo 2

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Talking about YouTube – il traffico al Cairo

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miscellanea

Ieri non ho scritto perche’ presa da dentista, visite ad amiche di Danila e traffico, taaanto traffico.
Ho passato la giornata a cercare di convertire i filmati perche’ con movie maker non li prendeva, non sono col mio pc e non ho tutti i programmi che uso io; finalmente oggi ho scaricato pinnacle video spin e ora sto montando i vari filmini.
Del Ramadan parlero’ nei prossimi giorni, perche’ gia’ stanotte andremo in un locale per la colazione delle 2 e 30, domani sera al pranzo delle sei e cosi’ raccontero’ com’e’.
L’altra sera Danila mi ha portato a fare un giro nella Cairo notturna, e aveva ragione nel dirmi che il Cairo di notte e’ bellissimo, non si vede lo sporco e la citta’ e’ tutta illuminata, siamo passate sul Nilo, bellissimo con le luci dei battelli che si riflettono nell’acqua, vi giuro che mi sono commossa. Domenica sera andremo a cena allo Chez Maxim, il battello dell’Hotel Marriott sul quale si cena in viaggio sul Nilo, ci sara’ la danza del ventre, certo, e’ un classico e non potevo perderlo.
Siamo andati da Groppi, la migliore pasticceria a quanto pare, bevuto il the e mangiato una torta che fanno soprattutto in questo periodo, la basbusa, con nocciole e sciroppo, dolce, ma mangiabilissima.
Mia sorella mi sta facendo fare il giro dei locali storici dove si mangiano specialita’, per esempio all’hotel "Le Baron" abbiamo mangiato la "millefoille", ottima anche se mettono anche la marmellata oltre alla panna, comunque freschissima.
Sabato o domenica andremo al museo del Cairo e alle piramidi, purtroppo manca il tempo per andare in altri posti, sono troppo lontani.
Stasera all 7 ho ancora appuntamento dal dentista.
Solo ora ho sentito dell’attentato, cosa posso dire? Mi immedesimo nei parenti, e provo dolore e dispiacere, immagino come possano stare; mi viene spontaneo dire andiamocene tutti e lasciamoli soli a risolvere i loro problemi, perche’ mi sembrano vite sprecate quelle perse per aiutarli. 
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ramadan, seconda parte

Parliamo un po’ del Ramadan, come sappiamo dura una trentina di giorni, dall’aurora al tramonto non si mangia, non si beve, non si fuma e non si fa nient’altro che lavorare. Potete immaginare con il caldo e il calo di zuccheri che gli egiziani hanno in questi giorni quanto siano stressati e stanchi e irritabili.
Poco prima delle 18 sulle strade e’ una corsa frenetica per arrivare a casa e pranzare, intasano strade, marciapiedi, freneticamente vogliono giungere a casa propria. E dopo le 18 le strade vengono pervase da una calma e un silenzio che contrastano notevolmente con l’attivita’ precedente. I piu’ benestanti escono a cena dove tutti i ristoranti, alberghi, Bourghy, si, c’e’ anche quello, hanno addobbate le sale con tendaggi e festoni rossi, blu, bianchi, i colori tipici delle feste.
La prima colazione delle 18 e’ un susseguirsi di portate, frutta secca mista ammollata nel latte, si beve il succo "Amar el Din" che significa "Luna della Religione" a base di pasta di albicocche secche ammollate in acqua e frullate, pastine in brodo o comunque brodi, riso, pasta al forno, magari tutt’e due, cotolette, vari tipi di carne e pollame, cotti in vario modo, patatine fritte o chips e quant’altro si possa avere sul desco.
Per i piu’ poveri sono allestiti tendoni all’aperto con uguali colori e vengono distribuiti cibi e vivande.
Il periodo del Ramadan, da quanto mi racconta Danila, ha la piu’ alta concentrazione di mendicanti per le strade, alcuni stazionano nello stesso posto da vent’anni, e come molti mendicanti nel mondo fingono malattie e malformazioni varie.
Anche per quanto riguarda i malati a quanto pare c’e’ il piu’ alto numero di decessi, perche’ coloro che seguono cure particolari, per esempio gli anziani, prendono le medicine tutte in una volta dopo le 18, ben sapendo che corrono seri rischi, rischi che affrontano con la certezza che la loro morte in questo periodo li portera’ dritti in paradiso. E questo in contraddizione con il Corano che esenta dal Ramadan malati,chi e’ in viaggio, donne incinte, bambini, medici, militari e giudici.
Dalle 18 alle 20 non c’e’ quasi nessuno in giro, traffico assente, negozi chiusi, ma dopo le 20 la citta’ si rianima, escono di casa a frotte, vestiti della festa, vanno nei locali, girano in lungo e in largo per la citta’ fino a notte fonda.E le strade si intasano nuovamente, si fermano davanti ai negozi che nel frattempo hanno riaperto, chiaramente in doppia e terza fila dove lo spazio lo consente, fanno la spesa, vanno nelle boutique, a comprare mobili e quant’altro occorre loro, vanno dal medico, dal dentista, dal ginecologo, tutto cio’ in orari che sarebbero impensabili per noi italiani. Ma e’ una grande festa dopo una giornata di stress poter fare cio’ che si desidera. E poi l’aria e’ dolce, non fa’ troppo caldo perche’ c’e’ il vento che arriva dal mare (che pero’ non e’ vicino) ed e’ piu’ fresco di quello che arriva dal deserto e NON ci sono zanzare!!!!
Si riuniscono poi per la seconda colazione verso le due e mezza, una colazione sostanziosa, con formaggi insipidi, per evitare di avere troppa sete durante la giornata, hanno una ricotta ottima solo per questo periodo, uova sode, fave con olio e limone e yoghurt al miele.
E non stupitevi se tutti gli imprenditori o negozianti o capouffici chiudono un occhio se vedono dipendenti dormire durante il giorno, in questo periodo le attivita’ sono limitate.
Domani vi parlero’ diffusamente del traffico, ho fatto alcune riprese che evidenziano la guida creativa degli egiziani e lo sprezzo del pericolo dei pedoni, devo solo montare i filmati.
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Egitto, seconda parte

Dunque, Ramadan, come tutti sanno dall’alba al tramonto non si beve non si mangia etc.L’unica eccezione e’ per gli occidentali che non sono obbligati a rispettarlo, comunque mia sorella non pranza a priori, e alle 15 siamo uscite dalla ditta e siamo mandate in Cairo, a Heliopolis dove abita Danila. Un posto dove sicuramente si puo’ pranzare, anzi cenare, anzi … beh, sembra piu’ un the delle 5, all’inglese, beh dicevo si puo’ fare tutto cio’ a "Le Chantilly", ristorante svizzero aperto da trent’anni, ottima cucina europea e egiziana, ottimi cuochi, ottimo servizio, stupenda pasticceria.
Abbiamo pranzcentheato in giardino, mi sembrava un orario un po’ strano, ma l’appetito era tanto, insalatona dello chef, e quando dico insalatona ho detto poco, ammirate la foto acclusa. Pollo e roastbeef tagliati a striscioline, cetriol,i peperoni, pomodori, insalata, formaggio del luogo, olive e carote in julienne il tutto condito con salsa aurora e capperi tritati. Beh, ho spazzolato tutto! Come dessert una coppa di macedonia ricoperta di yoghurt, ma con un ingrediente che mi riservo di svelare solo a chi verra’ a cena da me.
Al termine Danila ha comprato una scatola di dolcetti tipici del Ramadan, spilluzzicati davanti alla tele piu’ tardi.
E poi, per digerire il tutto, passeggiata nelle vie adiacenti. Le case bellissime, in un quartiere costruito dai belgi, all’inizio del secolo scorso, chiaramente stile arabo, moresco, anche le piu’ vecchie e malandate sono comunque ricche di fascino e storia, con un po’ di fantasia ti puoi immaginare cosa accadeva 50 anni fa’ dietro quelle finestre.
Quello che mi ha fatto pero’ profonda impressione sono i ragazzini, i bambini. Non appena ti scorgono vengono a chiederti qualcosa, di soldi, qualsiasi cifra va bene, ma non crediate siano mendicanti, e’ proprio una loro linea di vita, quelli che hanno fermato noi erano scesi da una macchina in quel momento, con i genitori, ed erano anche vestiti bene, Danila che vive questo popolo da piu’ di trent’anni e con loro lavora mi ha spiegato parecchie sfaccettature della loro mentalita’. Altri due bambini in momenti diversi ci hanno fermato, ma mi diceva che magari sono scesi per comprare qualcosa e appena vedono uno straniero colgono l’occasione di chiedere.
Ma la cosa che mi ha rattristato e un po’ sconvolta sono i bambini che lavorano, sulle strade, a pulire ghiaia caduta dai camion, nello spartitraffico dei grandi viali annaffiano le piante, in mezzo altraffico, se non muoiono investiti si intossicano i polmoni con i gas di scarico.Non so quanto sia alta la mortalita’ infantile, ma certo quello che ho visto non mi ha dato grandi illusioni. E, a differenza dei bambini di famiglia della sera prima che elemosinavano, questi mi hanno fatto pena, perche’ cosi’ piccoli guadagneranno una sciocchezza, quelli che guadagneranno un poco di piu’ sono gli adulti che li mettono a lavorare e li sorvegliano.
Quando torno a casa la prima volta che un nipote fa i capricci perche’ vuole qualcosa di inutile e dispendioso lo prendo a calci nel sedere!
Giusto per cambiare discorso, due mamme con i bambini piccoli seduti sul bordo dello spartitraffico, una di loro che cercava pidocchi sulla testa di un bimbo, ragazzi, siamo veramente cosi’ avanti noi? Siamo sicuri che in alcune realta’ italiane queste cose non accadano?
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reportage dall’Egitto

Bene, scrivo sul laptopmini di mia sorella Danila, la tastiera e’ pressocche’ uguale, solo che mancano le accentate e ovviero’ alla mancanza con l’apostrofo, onde evitare commenti dai puristi della lingua italiana e accademici della crusca improvvisati.
Siamo arrivate ieri, poco prima di mezzogiorno, puntualissime. L’aereoporto non e’ un granche’, ma almeno ne siamo uscite abbastanza velocemente, la gentilezza delle guardie di frontiere alle quali avrei dovuto consegnare una foto da applicare sul visto (e che chiaramente non avevo) mi ha risparmiato le attese, non ci sono macchinette per le foto o perlomeno non erano raggiungibili senza uscire dalla dogana. Devo pero’ applicarne una prima di riprenedere l’aereo altrimenti poteri non uscire dall’Egitto.
Abbiamo preso l’autobus per arrivare al posteggio dei taxi dove ci aspettava Sharif, il tuttofare di mia sorella, e chiaramente tutto il mondo e’ paese siamo state prese di mira da taxisti improvvisati e varie guide turistiche, l’arabo fluente di mia sorella ci ha salvate da qualsiasi cosa ci stessero offrendo.
Un uomo ci ha aiutate a caricare le valige in macchina dietro compenso, un controllore ha richiesto a Sharif i documenti della macchina e il suo, lo fanno per evitare che guide non autorizzate raccattino clienti ai quali promettono soggiorni e tour che di solito sono bufale; una volta uscite adl parcheggio siamo stati fermati da un tipo che ci chiedeva la ricevuta del pagamento, effettivamente la voleva per non dover pagare il suo parcheggio. Mi sembrava di essere in Italia!!!!
Devo dire che la stanchezza (chi mi conosce sa che ho avuto due settimane di fuoco e la notte prima della partenza non ho dormito per lasciare in ordine) mi ha impedito di apprezzare in toto il percorso, ma quello che mi ha colpito sono le case, con una architettura moderna ma quasi totalmente arabeggiante, e il viale Oruba che dall’aereoporto conduce alla citta’, centinaia di piante lo costeggiano, la maggior parte fiorite, appena posso faccio delle foto, i fiori e le piante sono la mia passione, e per chi come me a volte e’ schiavo di idee preconcette tutto questo verde che trovi in tutta la citta’ mi ha fatto impressione.
Siamo passati davanti all’accademia militare, le mura sono costellate di dipinti che richiamano la storia dell’antico Egitto, chiaramente il tutto a grandezze faraoniche. Ci siamo quindi dirette a Heliopolis, dove abita mia sorella, a dieci minuti dall’aereporto.
E qui parliamo della guida creativa, l’avevo gia’ sperimentata in Turchia, e mia sorella mi diceva che qui era peggio, e ora che ci sono devo darle ragione. Ho visto pochissime strisce pedonali, e la gente attraversa a piedi anche in tratti dove ci sono 4 corsie velocissime, camminano ai bordi della strada anche se c’e’ marciapiede, chiunque in macchina, camion o furgone ti sorpassa sulla destra, ti tagliano la strada senza mettere frecce, al massimo tirano fuori un dito dal finestrino, infiliano sensi unici chiaramente al contrario, e Danila che a Milano non sa’ quasi girare in macchina qui sembra Nuvolari, sfreccia indifferente ai pericoli creati dagli altri, qui e’ veramente nel suo habita naturale di autista, d’altra parte ha preso la patente qui e guida qui da trent’anni.
Questa mattina mi ha portato in ufficio e mi hanno subito installato il wireless per non farmi annoiare, io non capisco niente di gas, a parte le bollette, e chi vuole intendere intenda.
Mi racconta mia sorella che trent’anni fa’ dopo l’aereporto c’era solo il deserto, e anche dove abita lei c’era solo la sua casa, negli anni la citta’ si e’ espansa, le amministrazioni stanno cercando di delocalizzare e esternalizzare uffici e quartieri residenziali, perche’ a causa del traffico e’ invivibile, quasi sempre c’e’ una cappa che offusca la visibilita’.
Allora, per il momento mi fermo, fatta doppia colazione, non mangiamo perche’ in certo qual modo rispettiamo il ramadan anche noi e poi stasera all’imbrunire ci strafogheremo.
Non so cosa faro’ oggi, ma appena fuori dall’ufficio vedro’ dove fare foto. Non saranno foto classiche sul cammello o con la piramide in mano, mi interessa di piu’ la vita che mi circonda. A presto!
Sto pensando ad Arianna in crociera, un abbraccio a tuttiiiiiiiii
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Discussione su YouTube – The Monty Python Channel on YouTube

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