Dunque, la notte tra il giovedi’ e il venerdi’ siamo andate per la colazione che i mussulmani consumano alle due circa di notte. Inutile raccontarvi che tutta Cairo e’ in giro, informo che ci sono circa 18 milioni di abitanti e almeno la meta’ gira per strada in questo periodo, esce a cena, va in giro per negozi, in visita agli amici e parenti fino all’alba quasi.
Ci siamo recate in due locali prima di poter fare la colazione classica, ma alla fine siamo andate all’hotel Baron, dove eravamo gia’ state per bere qualcosa.
Qui un immenso bouffet esponeva tutto quanto si puo’ mangiare in questa occasione, come nelle famiglie.
Il “souhur” si compone di: fave lessate, uova sode, carne arrosto, affettati di salame fatti con carne di manzo e tacchino, insalate di pomodori cetrioli, la Kobeba, fatta con grano di semola riempito di carne, polpettine ovali, salsa di yoghurt e cetrioli, poi la tahina fatta con i pistacchi, un’altra salsa che somiglia alla salsa aurora, ma piccantina, pollo arrosto, carne grigliata, beh ho mangiato di tutto, con il pane arabo che non c’entra niente con quello che compriamo in Italia, viene scaldato sulla piastra ed e’ ottimo, lo puoi lasciare morbido oppure croccante. Come bevanda acqua e un’altra bevanda a base di yoghurt liquido, labanrayeb, simile all’ayran che ho bevuto in Turchia e che preparo ogni tanto anche a casa con lo yoghurt greco allungato con acqua ghiacciata, sale e foglioline di menta spezzettate. qui era senza menta.
Al termine il dolce classico che mia sorella in italia fa con la carta da musica sarda e si chiama “Om aly”, la leggenda narra che nacque in una sera da una mamma molto povera che per nutrire i bimbi raccolse il pane arabo bianco secco, lo mise in una terrina con latte e avanzi di frutta secca e uvetta passa con zucchero e cotta al forno. Gli ingredienti sono ancora gli stessi ed e’ ottima.
Devo dire che al Baron la cucina e’ ottima, l’arrosto arrotolato di vitello era buono come quello che facciamo noi, e le polpettine saporitissime, la carne qui e’ ottima e ne ho avuto la riprova ieri sera.
Ieri sera abbiamo fatto la colazione delle 18 all’imbrunire sempre a Heliopolis all’Abu Qshara, siamo andati con Sobhi, ex marito di Danila, lui e Danila hanno ordinato anche per me, perche’ non avrei saputo nemmeno cosa chiedere.
Abbiamo atteso con la tavola gia’ imbandita che il muezzin comunicasse la fine del digiuno, il locale era pieno sia all’interno che all’esterno, come tutti i locali a quell’ora, e tutti apsettavano questo richiamo per iniziare. Una volta c’era lo sparo del cannone, ora lo danno per tv o radio.
Chiaramente abbiamo mangiato quello che si chiama “fetar”, a base di Kebab e kofta egiziano.
La tradizione prevede datteri per iniziare seguiti da amar el din, fatto con pasta di albicocche secche ammollata e frullata con acqua, prima la si faceva mescolandola con acqua calda con un cucchiaio di legno fino a scioglimento. Ora certamente esistono i frullatori. Poi una minestra o brodo o zuppa calde, nel nostro caso un’ottima crema di lenticchie che molti condiscono con succo di limone, che non e’ il nostro, ma il lime.
Kebab e Kofta sono pezzi di carne e costine di agnello e salsicce di agnello grigliate con contorno di patatine fritte e le salsine a base di tahina, babaghannu’ composto da tahina e polpa di melanzane grosse cotte intere nel forno, yoghurt con cetrioli spezzettati, e insalata mista con rucola.
Come vi dicevo, la carne e’ super ottima, morbida e saporita, una goduria per il palato. Abbiamo mangiato con contorno di gatti che miagolavano chiedendo la loro parte, ma dei gatti parlero’ un’altra volta.
A fine colazione siamo andati in una zona che si chiama Roxy, in un locale greco “Anfitrion”, dove abbiamo bevuto qualcosa, mia sorella un ottimo karkade’ e io un ottimo caffe’ turco, mio cognato un the.
Abbiamo provato il brivido dell’attraversamento del viale, adrenalina a milleeeeeeeeeee
Ci siamo recate in due locali prima di poter fare la colazione classica, ma alla fine siamo andate all’hotel Baron, dove eravamo gia’ state per bere qualcosa.
Qui un immenso bouffet esponeva tutto quanto si puo’ mangiare in questa occasione, come nelle famiglie.
Il “souhur” si compone di: fave lessate, uova sode, carne arrosto, affettati di salame fatti con carne di manzo e tacchino, insalate di pomodori cetrioli, la Kobeba, fatta con grano di semola riempito di carne, polpettine ovali, salsa di yoghurt e cetrioli, poi la tahina fatta con i pistacchi, un’altra salsa che somiglia alla salsa aurora, ma piccantina, pollo arrosto, carne grigliata, beh ho mangiato di tutto, con il pane arabo che non c’entra niente con quello che compriamo in Italia, viene scaldato sulla piastra ed e’ ottimo, lo puoi lasciare morbido oppure croccante. Come bevanda acqua e un’altra bevanda a base di yoghurt liquido, labanrayeb, simile all’ayran che ho bevuto in Turchia e che preparo ogni tanto anche a casa con lo yoghurt greco allungato con acqua ghiacciata, sale e foglioline di menta spezzettate. qui era senza menta.
Al termine il dolce classico che mia sorella in italia fa con la carta da musica sarda e si chiama “Om aly”, la leggenda narra che nacque in una sera da una mamma molto povera che per nutrire i bimbi raccolse il pane arabo bianco secco, lo mise in una terrina con latte e avanzi di frutta secca e uvetta passa con zucchero e cotta al forno. Gli ingredienti sono ancora gli stessi ed e’ ottima.
Devo dire che al Baron la cucina e’ ottima, l’arrosto arrotolato di vitello era buono come quello che facciamo noi, e le polpettine saporitissime, la carne qui e’ ottima e ne ho avuto la riprova ieri sera.
Ieri sera abbiamo fatto la colazione delle 18 all’imbrunire sempre a Heliopolis all’Abu Qshara, siamo andati con Sobhi, ex marito di Danila, lui e Danila hanno ordinato anche per me, perche’ non avrei saputo nemmeno cosa chiedere.
Abbiamo atteso con la tavola gia’ imbandita che il muezzin comunicasse la fine del digiuno, il locale era pieno sia all’interno che all’esterno, come tutti i locali a quell’ora, e tutti apsettavano questo richiamo per iniziare. Una volta c’era lo sparo del cannone, ora lo danno per tv o radio.
Chiaramente abbiamo mangiato quello che si chiama “fetar”, a base di Kebab e kofta egiziano.
La tradizione prevede datteri per iniziare seguiti da amar el din, fatto con pasta di albicocche secche ammollata e frullata con acqua, prima la si faceva mescolandola con acqua calda con un cucchiaio di legno fino a scioglimento. Ora certamente esistono i frullatori. Poi una minestra o brodo o zuppa calde, nel nostro caso un’ottima crema di lenticchie che molti condiscono con succo di limone, che non e’ il nostro, ma il lime.
Kebab e Kofta sono pezzi di carne e costine di agnello e salsicce di agnello grigliate con contorno di patatine fritte e le salsine a base di tahina, babaghannu’ composto da tahina e polpa di melanzane grosse cotte intere nel forno, yoghurt con cetrioli spezzettati, e insalata mista con rucola.
Come vi dicevo, la carne e’ super ottima, morbida e saporita, una goduria per il palato. Abbiamo mangiato con contorno di gatti che miagolavano chiedendo la loro parte, ma dei gatti parlero’ un’altra volta.
A fine colazione siamo andati in una zona che si chiama Roxy, in un locale greco “Anfitrion”, dove abbiamo bevuto qualcosa, mia sorella un ottimo karkade’ e io un ottimo caffe’ turco, mio cognato un the.
Abbiamo provato il brivido dell’attraversamento del viale, adrenalina a milleeeeeeeeeee



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