Io e Celentano

Ero poco più di una bambina quando ho visto per la prima volta Adriano, San Remo, e in mezzo a edere papaveri e papere spuntava lui, sfrontato voltato di spalle. E’ stata una scossa per i ragazzini della mia età e forse anche per qualche adulto, i miei nonni non volevano lo vedessi, loro, cultori della lirica lo chiamavano URLATORE come la schiera di cantanti venuti alla ribalta contemporaneamente a lui.

Avevo 15 anni e leggevo AMICI, il primo mensile dedicato interamente ai ragazzini, non so chi di voi lo ricorda, era uno stupendo spaccato sulla musica rock, dai Beatles ai Rolling, e i nostri complessi che nascevano come funghi, suonavano le cover di canzoni americane famose, chi se le può dimenticare! il giornale periodicamente organizzava in tutta Italia concerti con tutti i cantanti del momento e un tagliando con il quale potevi entrare gratis o con lo sconto, Noi ragazzini non avevamo niente in quegli anni, non c’erano negozi di abbigliamento per noi, posti dove ritrovarsi, a parte le balere nelle quali ballavi languidamente le musiche dei MATUSA, nacquero così i primi localini ricavati nel retro di bar e trattorie dove il sabato sera e la domenica pomeriggio potevamo andare  a ballare le NOSTRE CANZONI al riparo dagli occhi di mamma e papà, nelle cantine e nei garage si organizzavano feste con il giradischi, si spegnevano le luci quando si ballavano i lenti, i ragazzini osavano i primi approcci e noi a volte ci stavamo. In quegli anni un lungimirante Fiorucci aprì un negozio in via Torino, Club 33 se non sbaglio, dove potevi entrare, comprare una cocacola e ascoltare la musica da un jukebox, i vestiti e le scarpe erano finalmente roba nuova, moderna, fuori dagli schemi, sarò sempre grata a Fiorucci per aver portato il colore nella vita di noi ragazze che avremmo dovuto vestirci di nero marrone o blu perchè era da signorine. I ragazzi di ora non sanno cosa gli abbiamo conquistato in quegli anni con i nostri pianti, le urla e i castighi dei nostri genitori.

Beh, stavo dicendo dei concerti, c’erano sempre parecchi artisti, Adriano, Fausto Leali, Antoin, Little Tony e altri che sarebbe troppo lungo elencare. E lì si è costruita la mia altra cultura musicale, dopo la Boheme che cantava la nonna io cantavo  Un cuore matto.

Non mi lasciavano ascoltare Bandiera Gialla, dovevo andare sul balcone di nascosto con la radiolina, e per avere ogni mese le 200 lire, per allora erano tante, dovevo fare i salti mortali, piangere supplicare e affidarmi alle mancette delle zie.

Avevo 16 anni e bigiavo scuola, andavo al bar di corso Europa, sotto il Clan Celentano e ho conosciuto i ragazzi del complesso, a cominciare da Triangolo, il batterista se ricordo bene, e i Camaleonti che suonavano al Paip’s (non ricordo se si scrive così) ma chi conosce ha capito che mi riferisco al locale in corso Europa davanti alla sede del Clan, non avevo nemmeno i soldi per comprare i suoi dischi, non avevo nemmeno il giradischi! Sono passati tanti anni, ho sempre amato Adriano, le sue canzoni, anche quando si è messo a fare il predicatore. Per i miei 44 anni la mia compagnia storica e le mie figlie decidono di regalarmi il biglietto per il concerto che avrebbe tenuto di li a pochi mesi, ragazzi seconda fila, 90.000 lire di biglietto, parlo del ’94, erano soldiiiiiiiii, anche allora pieno di artisti venuti a omaggiarlo con la loro presenza, una emozione grandissima, truccata con il rimmel che mi colava piangevo ricordando e commuovendomi. Io e Ambrogio amiamo Adriano e molte canzoni ci riguardano.

Ieri sera e stasera ho pianto in continuazione mentre le cantavo con lui,non con Ambrogio, con Adriano, l’emozione che mi da sempre è fortissima, in questo momento sta cantando Una carezza in pugno che è stata sempre e per vari motivi la nostra canzone.

Vorrei puntualizzare una cosa che penso: ok, Adriano fa il predicatore, ma perchè se le stesse cose le dice un pirla qualunque che si è seduto in parlamento sono sante e se le dice lui sono sbagliate? Mi è stato obiettato che lui guadagna soldi, certo, mi sembra giusto, lui in cambio ci da qualcosa di importante con le sue canzoni, emozioni gioia rabbia anche, e quindi? Non voglio fare della demagogia, ma preferirei 1000 Celentano in parlamento, certo, esagero, ma quello che dice molto spesso è vero, perchè non riconoscerlo?

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1 Response to Io e Celentano

  1. Avatar di Nico Max TEDESCHI Nico Max TEDESCHI ha detto:

    il mitico Aldo Izzo detto “Triangolo” che lavorava alla reception della RAI in C.so Sempione 😉

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